Misura India SIMEST finanziamento agevolato a 0,371% per investire in India, con fondo perduto fino al 20%
Vuoi investire in India, o ci vendi o acquisti già? La misura finanzia investimenti produttivi e commerciali, innovazione, rafforzamento patrimoniale e nuove opportunità di business, con tasso fisso, sei anni di durata e fondo perduto fino al 20%. Possono accedere anche le imprese non esportatrici.
Quanto puoi ottenere: requisiti, spese e conteggi
Rispondi alle domande sull’impresa, inserisci le spese del progetto e il calcolatore applica i limiti della circolare: importo massimo, fondo perduto, rata, garanzia e piano di rimborso.
Affiancamento strategico per il mercato indiano SIMEST in tre punti
Un piano per l’India
La misura affianca le imprese italiane che vogliono investire o consolidare la presenza in India, in collaborazione con la Farnesina (DL Economia 95/2025). Possono accedere anche le imprese non esportatrici, con il Piano di Investimenti: almeno il 30% dell’importo ammissibile realizzato in India.
Investimenti e spese connesse
Almeno il 60% dell’intervento va in investimenti: sostenibilità, innovazione digitale ed ecologica, rafforzamento patrimoniale, anche in Italia. Fino al 40% va in spese connesse e nuove opportunità di business: formazione di personale locale, promozione, partnership.
Fondo perduto sul tuo profilo
Il 20% fino a 200.000 € per chi ha una sede operativa al Sud da almeno 6 mesi o è start-up o PMI innovativa. Il 10% fino a 100.000 € per tutte le altre imprese. Sempre nei limiti del plafond de minimis.
Chi può accedere e chi resta fuori
Imprese italiane con interessi in India
- Imprese che presentano il Piano di Investimenti: almeno il 30% dell’importo ammissibile sarà realizzato in India
- Imprese con export di almeno il 5% del fatturato e presenza stabile in India: sede commerciale o produttiva attiva da 6 mesi, o da costituire entro la prima erogazione
- Imprese con export di almeno il 5% e vendite o acquisti dall’India pari ad almeno il 2% del fatturato totale, asseverati da un revisore
- Fornitori stabili di imprese esportatrici che operano in India, con almeno il 10% del fatturato verso di loro
- Anche le imprese non esportatrici, se investono in India
Cause di esclusione
- Banche, finanza e assicurazioni; pesca, acquacoltura e produzione agricola primaria in via prevalente
- Imprese con procedure concorsuali, in liquidazione o in difficoltà ai sensi del Reg. UE 651/2014
- Chi non ha depositato due bilanci relativi a due esercizi completi
- Chi non è in regola con DURC e normativa ambientale, ha aiuti illegali non restituiti o inadempienze verso SIMEST
- Chi non ha stipulato la polizza catastrofale obbligatoria
Che cosa si finanzia e con quali limiti
Le spese devono essere sostenute, fatturate e pagate dal conto dedicato dopo il CUP ed entro il periodo di realizzazione, e riguardare beni o servizi prodotti in Italia o con marchio italiano, dove la misura lo richiede.
Investimenti
- Acquisto o leasing di macchinari, impianti e beni strumentali, anche usati
- Tecnologie hardware e software, industria 4.0 e 5.0, cyber security, intelligenza artificiale
- Strutture produttive o commerciali in India, anche con l’acquisto di immobili
- Efficientamento energetico e idrico, sostenibilità ambientale e sociale, anche in Italia
- Aumenti di capitale e finanziamento soci alle controllate, anche estere, fino a 600.000 €
Spese connesse e nuove opportunità
- Formazione professionale di personale indiano, in Italia o in India, finalizzata all’assunzione per almeno un anno
- Viaggio, ingresso, regolarizzazione e soggiorno in Italia del personale da assumere, visite mediche e divise
- Contratti di apprendistato o tirocinio con copertura del costo fino a 6 mesi
- Store temporanei, consulenza strategica per l’ingresso nel mercato, viaggi e soggiorni per partnership locali
Altre spese
- Consulenza per la presentazione e la gestione della domanda e per le asseverazioni: fino al 5% dell’importo deliberato e comunque non oltre 100.000 €
- Verifica di conformità alla normativa ambientale nazionale
- Escluse le spese per l’esportazione, per una rete di distribuzione e i costi correnti dell’impresa
Cinque passaggi dalla domanda al saldo
La domanda si presenta solo sul Portale SIMEST. L’ordine dei passaggi conta quanto le spese: il conto dedicato e il CUP vengono prima di qualsiasi pagamento, e le spese sostenute prima non sono ammissibili. Le fasi sono quelle delle circolari operative aggiornate a settembre 2026.
Domanda sul Portale SIMEST
Ci si registra al Portale, si compila la domanda e la si firma digitalmente con il legale rappresentante, allegando i documenti previsti, lo statuto e indicando il titolare effettivo. Una domanda non firmata digitalmente è inammissibile. Se è incompleta, SIMEST concede 15 giorni per integrare e poi un preavviso di archiviazione di altri 10 giorni.
Istruttoria e delibera
SIMEST esamina le domande in ordine cronologico di completamento dell’istruttoria, nei limiti delle risorse del Fondo: valutazione amministrativa, patrimoniale ed economico-finanziaria, legale e di compliance. La delibera spetta al Comitato Agevolazioni. Presentare la domanda non garantisce il finanziamento.
Proposta di contratto e condizioni di stipula
Dopo la delibera positiva SIMEST invia la proposta di contratto, che si accetta solo tramite il Portale. Si apre il conto corrente dedicato, prima di qualsiasi spesa, si presentano le eventuali garanzie e si riceve il CUP, che dovrà comparire su tutte le fatture e su tutti i bonifici.
Realizzazione e prima erogazione
Le spese si sostengono, si fatturano e si pagano dal conto dedicato entro 24 mesi dalla stipula, prorogabili di 6 mesi. La prima tranche, pari al 25% dell’intervento (50% per le imprese con interessi negli Stati Uniti), è erogata a titolo di anticipo. Non sono ammessi pagamenti in compensazione.
Rendicontazione e consolidamento
Entro 30 giorni dalla fine del periodo di realizzazione si trasmettono fatture, pagamenti, estratti del conto dedicato e dichiarazioni dei fornitori. Se le spese ammissibili sono inferiori all’anticipo, la parte non consolidata si rimborsa a tasso di riferimento; se sono pari o superiori, tutto resta a tasso agevolato.
Cosa fa perdere il finanziamento o il fondo perduto
Sono i punti in cui, in rendicontazione e nei controlli, le spese vengono escluse o l’intervento revocato. Quasi tutti si evitano decidendoli prima di firmare.
Meno del 30% in India
Se il Piano di Investimenti non è rispettato, cioè meno del 30% dell’importo ammissibile realizzato in India, l’intervento è revocato in parte o del tutto.
Controllate che finanziano l’export
Capitale e finanziamento soci alle controllate non possono servire a costituire una rete di distribuzione né a sostenere vendite in altri Stati: sono attività connesse all’esportazione, escluse.
Formazione senza assunzione
La formazione è ammessa se l’assunzione è garantita per almeno un anno entro il periodo di realizzazione. Non è finanziabile la formazione di chi svolge mansioni di vendita.
Spese fuori dal conto dedicato
Contano solo le spese pagate dal conto corrente dedicato dopo l’assegnazione del CUP, con il CUP e i riferimenti della fattura nella causale. Compensazioni, bonifici senza CUP o pagamenti da altri conti rendono la spesa inammissibile, salvo le deroghe dell’Allegato 1 alla circolare.
Requisiti persi prima dell’erogazione
Il fondo perduto richiede un requisito premiale alla domanda e fino alla prima erogazione. Se viene meno, il cofinanziamento è revocato per intero e resta il solo finanziamento. Alcuni requisiti vanno mantenuti fino alla rendicontazione finale.
Estinzione anticipata
Chiudere il finanziamento prima del consolidamento significa rinunciare all’intero intervento: si restituiscono finanziamento e cofinanziamento erogati, con gli interessi.
Le risposte prima di presentare la domanda
Devo già esportare in India?
No, se presenti il Piano di Investimenti e ti impegni a realizzare almeno il 30% dell’importo ammissibile in India. Se invece accedi per export o presenza stabile servono un fatturato export di almeno il 5% e uno dei collegamenti previsti, da dimostrare con visura o asseverazione di un revisore.
Posso accedere se non esporto in India?
Sì. Le imprese anche non esportatrici che intendono investire in India accedono con il Piano di Investimenti, impegnandosi a realizzare almeno il 30% dell’importo ammissibile nel Paese. Le altre strade richiedono export di almeno il 5% e un collegamento con l’India.
Quanto posso chiedere?
Il minore tra il 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci (voce A1) e 500.000 € per le micro imprese, 2,5 milioni per PMI, start-up e PMI innovative, 5 milioni per le altre imprese. Il minimo è 10.000 €. L’esposizione complessiva verso il Fondo 394/81 non può superare il 35% dei ricavi medi.
Quanto costa il finanziamento?
Il tasso è fisso per tutta la durata ed è una percentuale del tasso di riferimento UE, che in domanda si sceglie fra 10%, 50% e 80%. Oggi SIMEST indica 0,371% per l’opzione del 10% (tasso di riferimento 3,71%). Gli interessi decorrono dall’erogazione e il tasso non può scendere sotto zero.
Il fondo perduto è automatico?
No. Va richiesto in domanda e spetta solo con i requisiti previsti dalla circolare, entro il plafond de minimis disponibile per l’impresa unica: 300.000 € in tre anni. Se il plafond non basta, SIMEST riduce il fondo perduto e aumenta il finanziamento, in misura da massimizzare l’intervento.
Servono garanzie?
Dipende dalla domanda. Fino a 150.000 € si garantisce la parte di finanziamento che eccede il MOL dell’ultimo bilancio. Oltre, la garanzia cresce con la classe di scoring: 0% per le classi 1 e 2, 10% per le classi 3-5, 20% per le classi 6 e 7, 30% per l’8, 40% per la 9. Sono esenti le PMI innovative e le start-up innovative. In alcuni casi l’esenzione si chiede in domanda.
Mandaci i dati del progetto: ti diciamo se la misura per l’India fa per te
Bastano gli ultimi due bilanci, il Paese di interesse e un’idea delle spese. Verifichiamo il requisito di collegamento, la quota da realizzare in India, il fondo perduto e le garanzie. La verifica iniziale è gratuita e senza impegno.
I contenuti di questa pagina hanno finalità informativa e non sostituiscono la normativa di riferimento: Circolare SIMEST 2/394/2025 e Delibera Quadro del 31 luglio 2025, aggiornamento del 30 luglio 2026. Ultimo aggiornamento: 8 ottobre 2026.