EVOLUM STRATEGY

Guide pratiche

Fondo perduto, conto interessi, credito d'imposta le differenze che contano davvero

20 agosto 2026 · 5 minuti di lettura · di EVOLUM STRATEGY

“Ho sentito che ci sono dei fondi.” È la frase con cui inizia metà delle conversazioni che facciamo. Il problema è che sotto la parola fondi stanno strumenti profondamente diversi, che si comportano in modo diverso nel bilancio, nella cassa e nel tempo.

Capire quale forma ha un’agevolazione è il primo passo per valutarla davvero. Perché un contributo del 40% che arriva tra due anni non è automaticamente migliore di uno del 15% che arriva tra sei mesi: dipende da come sta la tua cassa.

1. Contributo a fondo perduto

È la forma che tutti hanno in mente: una somma di denaro che l’ente eroga all’impresa e che non deve essere restituita.

  • Vantaggio: è il più conveniente in assoluto, non genera debito
  • Attenzione: quasi sempre arriva dopo la rendicontazione, quindi l’impresa anticipa tutto
  • Da verificare: il trattamento fiscale e contabile, che dipende dalla singola misura

È anche la forma più contesa: le misure a fondo perduto hanno spesso graduatorie, punteggi e risorse che si esauriscono in fretta.

2. Finanziamento agevolato

Un prestito che va restituito, ma a condizioni migliori di quelle di mercato: tasso ridotto o nullo, durate più lunghe, periodi di preammortamento.

  • Vantaggio: spesso più accessibile, con procedure meno competitive
  • Attenzione: è debito a tutti gli effetti, e come tale pesa sulla struttura finanziaria
  • Da valutare: il risparmio reale rispetto a un finanziamento bancario ordinario

3. Contributo in conto interessi

Una via di mezzo, ed è il meccanismo della Nuova Sabatini. L’impresa ottiene un finanziamento da una banca a condizioni di mercato, e l’ente pubblico riconosce un contributo calcolato su un tasso convenzionale.

  • Vantaggio: il contributo è calcolabile in anticipo, senza graduatorie
  • Attenzione: serve comunque che la banca deliberi il finanziamento
  • Da sapere: il contributo è agganciato all’investimento, non al tasso che ottieni

Il tasso di mercato cambia da istituto a istituto. Il contributo ministeriale, no.

Questo è il motivo per cui, sulla Sabatini, negoziare bene con la banca conta: il contributo pubblico è identico ovunque, mentre il costo del finanziamento no.

4. Credito d’imposta

Non è denaro che arriva sul conto: è un credito utilizzabile in compensazione con imposte e contributi, tramite modello F24.

  • Vantaggio: di norma automatico, senza graduatorie né istruttorie discrezionali
  • Attenzione: vale davvero solo se hai debiti fiscali e contributivi da compensare
  • Da pianificare: spesso l’utilizzo è ripartito su più annualità

Per un’impresa in perdita o con carico fiscale ridotto, un credito d’imposta rilevante sulla carta può valere molto poco nella pratica. È una verifica da fare prima, non dopo.

Come confrontarli davvero

Quando valutiamo due misure alternative per lo stesso investimento, guardiamo quattro cose:

  • Quanto vale al netto — considerando gli effetti fiscali e di bilancio
  • Quando arriva — e quanto deve anticipare l’impresa nel frattempo
  • Quanto è probabile — sportello a domanda continua o graduatoria affollata
  • Quanto costa gestirla — obblighi di rendicontazione, vincoli, durata dei controlli
NotaIl trattamento fiscale e contabile delle agevolazioni varia in base alla singola misura e alla normativa vigente. Le indicazioni di questo articolo hanno finalità divulgativa: la valutazione va sempre fatta sul caso concreto, insieme al tuo commercialista.

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