Bando Nuova Impresa 2026 il 50% delle spese di avvio, fino a 10.000 € a fondo perduto
Hai aperto da poco un’impresa, una partita IVA o uno studio in Lombardia? Regione Lombardia e Unioncamere rimborsano metà delle spese di avvio, ma solo quelle già pagate: si spende prima e si presenta la domanda a fatture saldate. I pagamenti chiudono il 31 dicembre 2026, la domanda entro il 29 gennaio 2027, e lo sportello va a ordine cronologico: chi arriva dopo l’esaurimento dei fondi resta fuori.
Quanto vale il contributo sulle tue spese di avvio
Inserisci chi sei, le date e le spese già pagate. Il calcolatore verifica i requisiti, applica i limiti del bando e ti dice quanto puoi ottenere.
Chi sei e quando hai aperto
Passo 1 di 3Il bando è per chi ha aperto da poco, ma la finestra cambia secondo il tipo di soggetto: per le imprese conta l’iscrizione al Registro, per autonomi e professionisti la partita IVA.
Data attribuita dall’Agenzia delle Entrate. Da quel giorno si possono sostenere le spese.
Deve cadere fra il 1° giugno 2025 e il 31 dicembre 2026, e la partita IVA non può essere più vecchia di dodici mesi rispetto all’iscrizione.
Si invia su Restart dalle 10:00 del 30 aprile 2026 alle 12:00 del 29 gennaio 2027, salvo chiusura anticipata.
Per le imprese la sede legale e quella operativa devono essere entrambe lombarde.
Una nuova sede di un’impresa già attiva non è «nuova impresa». Cessioni e conferimenti d’azienda sono ammessi, ma i beni comprati dal cedente non si agevolano.
Le agromeccaniche iscritte all’Albo di Regione Lombardia sono ammesse qualunque sia l’Ateco.
Si può chiedere il contributo una sola volta su tutti gli sportelli.
Il contributo è de minimis: si conta l’impresa unica, collegate comprese, sul Registro nazionale aiuti.
Obbligo di legge per le imprese (L. 213/2023, art. 1, c. 101): il certificato va allegato alla domanda.
Le spese già pagate
Passo 2 di 3La domanda si presenta con le fatture già emesse e pagate e i beni già in sede: non si agevolano spese future. Inserisci gli importi per voce, di solito al netto di IVA.
Spese in conto capitale
Almeno la metà del totaleaBeni strumentali, macchinari, attrezzature e arredi nuovi
Nuovi, durevoli, strettamente legati all’attività. Non sono ammessi veicoli, impianti (condizionamento, fotovoltaico, elettrico), serramenti, vetrine, pavimenti, complementi d’arredo, minuterie, beni usati o a noleggio.aMontaggio, trasporto, manodopera e strutture collegate ai beni
Fino al 25% del valore del bene. Se non sono nella fattura del bene, la loro fattura deve dire a quale bene e a quale fattura si riferisce.bSoftware, cloud e SaaS, licenze d’uso, brevetti
Software gestionale e professionale, servizi cloud, licenze. Non oltre il 60% della spesa totale di progetto.cHardware nuovo
Computer, stampanti, dispositivi. Sono esclusi smartphone e cellulari.dRegistrazione di marchi e brevetti, certificazioni di qualità
Solo le tasse di registrazione (non i diritti di segreteria) e l’ente certificatore. La consulenza va alla riga g.Spese di parte corrente
Fino al 50% del totaleeOnorari notarili e costi di costituzione
Al netto di tasse, imposte, diritti e bolli anticipati dal notaio o dal consulente.fConsulenze per l’avvio dell’impresa
Marketing e comunicazione, logistica, produzione, personale e organizzazione, sistemi informativi, contrattualistica, contabilità e fiscalità (solo il primo trimestre di attività).gConsulenze su marchi, brevetti e certificazioni
Per esempio le ricerche di anteriorità.hCanoni di locazione della sede
Della sede legale e operativa risultante dalla visura: contano le mensilità pagate fra l’apertura della partita IVA e la domanda, entro il 31 dicembre 2026. Serve il contratto d’affitto.iPiano e strumenti di comunicazione
Logo, sito internet, dominio, piano di lancio, pubblicità su radio, TV, cartellonistica, social, banner, Google Ads, materiali pubblicitari.jSpese generali, 7% forfettario
Calcolate da sole sul totale delle voci da a a i, a costi semplificati. Non servono fatture.Al massimo 10. Acconti e saldi contano ciascuno come una fattura.
Le fatture sotto la soglia non sono ammesse: se contengono altre spese ammissibili, queste devono raggiungere comunque 250 €.
Porta via il riepilogo
Passo 3 di 3Un PDF con i requisiti verificati, le spese voce per voce, il contributo stimato e i punti da sistemare prima di inviare la domanda su Restart.
Si spende prima, si chiede dopo
È l’aspetto che sorprende di più: il contributo non finanzia un progetto da fare, rimborsa metà di quello che hai già pagato per avviare l’attività.
Una misura a rendicontazione
La domanda si presenta con fatture già emesse e pagate e con i beni già consegnati in sede: non si agevolano spese future. Il codice CUP si assegna alla concessione, per questo serve la dichiarazione dell’Allegato E sulle fatture.
Due scadenze diverse
Le spese vanno sostenute e pagate entro il 31 dicembre 2026. La domanda, con tutta la rendicontazione, si invia entro le 12:00 del 29 gennaio 2027, salvo chiusura anticipata dello sportello per esaurimento dei fondi.
Ordine cronologico, non graduatoria
Si accede in ordine di invio, fino a esaurimento di 8 milioni, più un 20% di overbooking che passa solo se la Giunta stanzia nuove risorse. La valutazione tecnica da 0 a 100 serve solo a superare i 40 punti: non dà alcuna preferenza.
Un esempio. Un’impresa nata a settembre 2025 ha pagato 9.200 € in conto capitale (attrezzature 4.000, montaggio 600, software 2.500, hardware 1.800, marchio 300) e 5.500 € di parte corrente (notaio 1.000, consulenze 1.500, affitto 1.800, comunicazione 1.200). Con 1.029 € di spese generali al 7%, le spese ammissibili sono 15.729 € e il contributo, al 50%, è di 7.864,50 €. Dopo la ritenuta del 4% incassa 7.549,92 €.
Chi può accedere e chi resta fuori
Tre tipi di soggetto, tutti nuovi
- Imprese (micro, piccole e medie) con sede legale e operativa in Lombardia, iscritte e attive al Registro delle imprese dal 1° giugno 2025 e fino al 31 dicembre 2026, con partita IVA aperta non più di dodici mesi prima dell’iscrizione. Rientrano anche le STP iscritte al Registro
- Lavoratori autonomi con partita IVA individuale attribuita tra il 1° giugno 2025 e il 31 dicembre 2026, non iscritti al Registro delle imprese, con domicilio fiscale in Lombardia
- Professionisti ordinistici con partita IVA individuale, non iscritti al Registro, con inizio attività non oltre quattro anni prima della domanda e fino al 31 dicembre 2026: per avviare l’attività dopo praticantato ed esame di Stato
- Anche le nuove società nate da cessione o conferimento d’azienda: i casi si valutano in istruttoria, ma i beni comprati dal cedente non si agevolano
Cause di esclusione
- Chi apre una nuova sede operativa di un’impresa già esistente: serve un soggetto nuovo, con nuova partita IVA e codice fiscale
- Ateco primario o prevalente in agricoltura, silvicoltura e pesca (A) o in attività finanziarie e assicurative (L), scommesse e giochi (92), commercio al dettaglio di articoli per adulti (47.78.93). Fanno eccezione le agromeccaniche iscritte all’Albo regionale
- Imprese che detengono apparecchi per il gioco d’azzardo lecito (l.r. 8/2013)
- Associazioni tra professionisti o tra lavoratori autonomi
- Chi ha già presentato domanda su un qualsiasi sportello di Nuova Impresa, anche negli anni passati, salvo rinuncia formale o mancata ammissione
- Soggetti collegati, con partecipazione almeno del 25% o con gli stessi amministratori o soci: si ammette solo la prima domanda in ordine di invio
Dieci voci in due famiglie, più il 7% forfettario
Tutte al netto di IVA, salvo l’IVA che non puoi recuperare davvero (per esempio in regime forfettario). Il contributo copre il 50% del totale, ma almeno metà del budget deve essere in conto capitale.
Beni, software, hardware, marchi
- Beni strumentali, macchinari, attrezzature e arredi nuovi, con montaggio, trasporto e manodopera fino al 25% del valore del bene. Esclusi veicoli e impianti
- Software gestionale e professionale, cloud e SaaS, licenze d’uso, brevetti: al massimo il 60% della spesa totale di progetto
- Hardware nuovo, esclusi smartphone e cellulari
- Tasse di registrazione di marchi e brevetti (non i diritti di segreteria) e certificazioni di qualità, per la parte dell’ente certificatore
Costituzione, consulenze, affitto, comunicazione
- Onorari notarili e costi di costituzione, al netto di tasse, imposte, diritti e bolli anticipati dal notaio
- Consulenze per l’avvio in sei ambiti: marketing e comunicazione, logistica, produzione, personale e sistemi informativi, contrattualistica, contabilità e fiscalità (solo il primo trimestre di attività)
- Consulenze su marchi, brevetti e certificazioni, per esempio le ricerche di anteriorità
- Canoni di locazione della sede legale e operativa risultante da visura, pagati tra l’apertura della partita IVA e la domanda
- Piano di comunicazione (logo, sito, dominio, piano di lancio) e strumenti promozionali: radio, TV, social, banner, Google Ads, materiali
- Spese generali forfettarie del 7% su tutte le voci precedenti, a costi semplificati
Il 50 e 50
Le spese correnti contano fino al 50% dell’investimento: la parte oltre non si finanzia. Il contributo non può superare le spese in conto capitale, che da sole bastano per fare domanda.
Software al 60%
Software, SaaS e licenze valgono al massimo il 60% della spesa totale: con 10.000 € di software e 5.000 € di altro, il rapporto è 67% e il progetto va rimodulato.
Montaggio al 25%
Montaggio, trasporto e manodopera valgono fino al 25% del bene a cui si riferiscono, e la fattura deve indicare il bene e il numero della sua fattura.
Dieci fatture, 250 € l’una
Al massimo 10 fatture in domanda, acconti e saldi compresi, ciascuna da almeno 250 € più IVA. Se sono di più si stralciano le minori, prima quelle correnti.
Che cosa non si agevola. Beni usati o a noleggio, veicoli, impianti (condizionamento, fotovoltaico, elettrico), ristrutturazioni, piastrellatura, tinteggiatura, lavori in economia, gazebi e strutture esterne, serramenti, vetrine, pavimenti, sanitari, complementi d’arredo, minuterie, merci che si rivendono o noleggiano, acquisti da soci, amministratori o società collegate, pagamenti in contanti o con compensazioni.
Dal 1° giugno 2025 al 29 gennaio 2027
Domanda solo online su Restart di Infocamere, con SPID, CNS o CIE e firma digitale del titolare. Nessuna marca da bollo.
Dal 1° giugno 2025
Da questa data possono nascere i soggetti ammessi. Per ogni soggetto le spese valgono dall’apertura della partita IVA, e per i professionisti ordinistici solo se funzionali all’avvio dopo abilitazione ed esame di Stato.
30 aprile 2026, ore 10:00
Apre lo sportello sulla piattaforma Restart di Infocamere. Sono già state pubblicate tre graduatorie di ammessi, la più recente il 24 settembre 2026.
31 dicembre 2026
Ultimo giorno per sostenere e pagare le spese, con fatture emesse e pagamenti tracciabili. Dopo questa data non conta più nulla.
29 gennaio 2027, ore 12:00
Chiude lo sportello, con la domanda completa della rendicontazione. Può chiudere prima, quando le richieste raggiungono la dotazione più il 20%.
Entro 90 giorni dall’invio
Istruttoria formale e tecnica, concessione ed erogazione in un’unica rata dalla Camera di Commercio, con ritenuta del 4% e verifica del DURC. Le integrazioni si danno entro 10 giorni, pena la decadenza.
Per tre anni dopo l’erogazione
I beni non si cedono né si distraggono, i documenti si conservano, e la sede (o il domicilio fiscale per autonomi e professionisti) resta in Lombardia. Il beneficiario cita il sostegno di Regione Lombardia sul sito e sui social.
Che cosa serve per presentare la domanda
Gli allegati sono firmati digitalmente dal legale rappresentante, in formato .p7m. Senza l’Allegato A la domanda è irricevibile.
Moduli e dichiarazioni
- Allegato A, domanda di contributo: obbligatorio, firmato digitalmente dal solo legale rappresentante
- Allegato B, prospetto delle spese, con fatture e pagamenti nello stesso ordine
- Allegato C, procura speciale: solo se a inviare la domanda è un delegato
- Allegato D, dichiarazione per chi non ha posizione INPS o INAIL
- Allegato E, dichiarazione sostitutiva sulla correlazione tra fatture e bando, per il CUP
- Per le imprese: certificato di polizza contro i rischi catastrofali. Per i professionisti ordinisti: regolarità contributiva della rispettiva Cassa
Fatture e pagamenti
- Fatture elettroniche inviate tramite SDI, scaricate dal cassetto fiscale in un formato leggibile (non .xml), in numero massimo di 10
- Contabile bancaria in stato eseguito con codice CRO o TRN, oppure estratto conto con evidenziati solo i movimenti che riguardano il bando
- Pagamenti dal conto dell’impresa o del professionista (per ditte individuali anche dal conto personale), mai in contanti né per compensazione
- Per i pagamenti con carta: lista movimenti timbrata e firmata dalla banca
- Contratto d’affitto, se chiedi i canoni di locazione, e F24 della ritenuta d’acconto per i pagamenti a professionisti
- Certificazione IBAN su carta intestata della banca, con l’esatta denominazione dell’intestatario
Gli errori che non si recuperano dopo l’invio
Su una misura a rendicontazione non c’è soccorso: la domanda si valuta com’è, e le fatture non si cambiano.
Pagare dopo il 31 dicembre
Una fattura pagata il 2 gennaio non conta: le spese devono essere sostenute e quietanzate entro il 31 dicembre 2026, anche se la domanda parte più tardi.
Pagamenti non tracciabili
Contanti, compensazioni, carte non riconducibili al conto dell’attività o contabili senza CRO o TRN fanno cadere la spesa, anche se la fattura è perfetta.
Fornitori vicini
Sono escluse le prestazioni di soci, amministratori, loro congiunti fino al secondo grado e società collegate o che hanno gli stessi soci.
Troppo software o troppa parte corrente
Il software non supera il 60% del progetto e le spese correnti il 50%: oltre, la parte in eccesso non si finanzia e il contributo scende.
Fatture sotto soglia o troppe
Ogni fattura vale almeno 250 € più IVA e se ne presentano al massimo 10: acconti e saldi contano ognuno, e le fatture solo di acconto o solo di saldo non sono ammesse.
Polizza catastrofale mancante
Le imprese devono avere la polizza contro i rischi catastrofali (L. 213/2023): senza certificato allegato la domanda non sta in piedi.
Le risposte prima di pagare
Posso presentare spese che pagherò in futuro?
No. La domanda si presenta con fatture già emesse e interamente pagate, e con i beni già consegnati presso la sede dell’intervento. Tutto deve essere sostenuto e pagato entro il 31 dicembre 2026, e comunque prima di inviare la domanda.
Il bando è a graduatoria o a sportello?
A sportello, in ordine cronologico di invio, fino a esaurimento delle risorse. Le domande ricevono una valutazione tecnica da 0 a 100 e passano da 40 punti in su, ma il punteggio verifica solo l’ammissibilità e non dà preferenza. Chi invia prima è più al sicuro.
L’IVA è una spesa ammissibile?
No, salvo che tu non possa recuperarla (per esempio in regime forfettario). In quel caso le spese si inseriscono nel prospetto al lordo di IVA, compilando l’apposito campo dell’Allegato A.
Quanto contributo posso ottenere al massimo?
Il 50% delle spese ammissibili fino a 10.000 €, con un investimento minimo di 3.000 €. Si arriva al massimo con 20.000 € di spese ammissibili. Il contributo è soggetto alla ritenuta d’acconto del 4%.
Posso presentare solo spese correnti?
No. Le spese in conto capitale devono essere almeno la metà del totale, e il contributo copre proprio quelle e non può superarle. Una domanda con sole spese in conto capitale invece va bene.
Come funziona il limite del 60% sul software?
Software, cloud, SaaS e licenze possono valere al massimo il 60% della spesa totale di progetto. Con 10.000 € di software su 15.000 € di spese il rapporto è del 67% e non è ammissibile: la FAQ ufficiale chiede di rimodulare le spese. Il nostro calcolatore, per prudenza, riporta il software al limite.
Posso pagare con la carta o dal conto personale?
Con bonifico o carta di debito, credito o prepagata riconducibile al conto dell’attività, allegando la lista movimenti timbrata e firmata dalla banca. Le ditte individuali e i professionisti possono usare il conto personale. Per le spese notarili può pagare anche un socio.
Che cosa succede se ho già presentato una domanda?
Ogni soggetto può presentare una sola domanda su tutti gli sportelli di Nuova Impresa, anche delle annualità passate, salvo rinuncia formale o mancata ammissione. Se invii più domande conta solo l’ultima, a meno che la prima non sia già in istruttoria o ammessa.
Quale dicitura devo riportare sul sito dopo il contributo?
Il bando prevede di evidenziare sul sito e sui social che l’attività è stata avviata con il sostegno di Regione Lombardia, con la formula «Attività avviata con il contributo di Regione Lombardia – Bando Nuova Impresa». Il testo ufficiale riporta ancora l’anno 2025: conviene confermare la dicitura con l’ente al momento dell’erogazione.
Mandaci le tue fatture: ti diciamo quanto vale il contributo e cosa togliere prima di inviare
Bastano l’elenco delle fatture con le date di pagamento, la data di apertura della partita IVA e il codice Ateco. Controlliamo che le spese rientrino nelle voci, che i pagamenti siano tracciabili e che i limiti non taglino l’importo. Con lo sportello a ordine cronologico, il tempo conta: la verifica iniziale è gratuita e senza impegno.
I contenuti di questa pagina hanno finalità informativa e non sostituiscono il testo ufficiale del bando. Fonti: Bando Nuova Impresa 2026 di Unioncamere Lombardia (Determinazione D.O. n. 42/2026, in attuazione della DGR XII/5433 del 1° dicembre 2025) e FAQ aggiornate al 18 marzo 2026. Ultimo aggiornamento: 12 ottobre 2026.