EVOLUM STRATEGY

Regionale · Lombardia
Fondo perduto
A rendicontazione
Fino al 29/01/2027

Bando Nuova Impresa 2026 il 50% delle spese di avvio, fino a 10.000 € a fondo perduto

Hai aperto da poco un’impresa, una partita IVA o uno studio in Lombardia? Regione Lombardia e Unioncamere rimborsano metà delle spese di avvio, ma solo quelle già pagate: si spende prima e si presenta la domanda a fatture saldate. I pagamenti chiudono il 31 dicembre 2026, la domanda entro il 29 gennaio 2027, e lo sportello va a ordine cronologico: chi arriva dopo l’esaurimento dei fondi resta fuori.

delle spese ammissibili, a fondo perduto
0 %
di contributo massimo, con 3.000 € di spesa minima
0 .000 €
di dotazione, a sportello in ordine cronologico
0 mln
fatture al massimo, ciascuna da 250 € più IVA
0
Stima immediata

Quanto vale il contributo sulle tue spese di avvio

Inserisci chi sei, le date e le spese già pagate. Il calcolatore verifica i requisiti, applica i limiti del bando e ti dice quanto puoi ottenere.

Stai guardando un esempio compilato: una S.r.l. nata a Milano a settembre 2025, con attrezzature, software, hardware, un marchio, il notaio, consulenze, l’affitto e la comunicazione.

Chi sei e quando hai aperto

Passo 1 di 3

Il bando è per chi ha aperto da poco, ma la finestra cambia secondo il tipo di soggetto: per le imprese conta l’iscrizione al Registro, per autonomi e professionisti la partita IVA.

Data attribuita dall’Agenzia delle Entrate. Da quel giorno si possono sostenere le spese.

Deve cadere fra il 1° giugno 2025 e il 31 dicembre 2026, e la partita IVA non può essere più vecchia di dodici mesi rispetto all’iscrizione.

Si invia su Restart dalle 10:00 del 30 aprile 2026 alle 12:00 del 29 gennaio 2027, salvo chiusura anticipata.

Per le imprese la sede legale e quella operativa devono essere entrambe lombarde.

Una nuova sede di un’impresa già attiva non è «nuova impresa». Cessioni e conferimenti d’azienda sono ammessi, ma i beni comprati dal cedente non si agevolano.

Le agromeccaniche iscritte all’Albo di Regione Lombardia sono ammesse qualunque sia l’Ateco.

Si può chiedere il contributo una sola volta su tutti gli sportelli.

Il contributo è de minimis: si conta l’impresa unica, collegate comprese, sul Registro nazionale aiuti.

Obbligo di legge per le imprese (L. 213/2023, art. 1, c. 101): il certificato va allegato alla domanda.

Le spese già pagate

Passo 2 di 3

La domanda si presenta con le fatture già emesse e pagate e i beni già in sede: non si agevolano spese future. Inserisci gli importi per voce, di solito al netto di IVA.

Spese in conto capitale

Almeno la metà del totale
aBeni strumentali, macchinari, attrezzature e arredi nuovi Nuovi, durevoli, strettamente legati all’attività. Non sono ammessi veicoli, impianti (condizionamento, fotovoltaico, elettrico), serramenti, vetrine, pavimenti, complementi d’arredo, minuterie, beni usati o a noleggio.
€
aMontaggio, trasporto, manodopera e strutture collegate ai beni Fino al 25% del valore del bene. Se non sono nella fattura del bene, la loro fattura deve dire a quale bene e a quale fattura si riferisce.
€
bSoftware, cloud e SaaS, licenze d’uso, brevetti Software gestionale e professionale, servizi cloud, licenze. Non oltre il 60% della spesa totale di progetto.
€
cHardware nuovo Computer, stampanti, dispositivi. Sono esclusi smartphone e cellulari.
€
dRegistrazione di marchi e brevetti, certificazioni di qualità Solo le tasse di registrazione (non i diritti di segreteria) e l’ente certificatore. La consulenza va alla riga g.
€

Spese di parte corrente

Fino al 50% del totale
eOnorari notarili e costi di costituzione Al netto di tasse, imposte, diritti e bolli anticipati dal notaio o dal consulente.
€
fConsulenze per l’avvio dell’impresa Marketing e comunicazione, logistica, produzione, personale e organizzazione, sistemi informativi, contrattualistica, contabilità e fiscalità (solo il primo trimestre di attività).
€
gConsulenze su marchi, brevetti e certificazioni Per esempio le ricerche di anteriorità.
€
hCanoni di locazione della sede Della sede legale e operativa risultante dalla visura: contano le mensilità pagate fra l’apertura della partita IVA e la domanda, entro il 31 dicembre 2026. Serve il contratto d’affitto.
€
iPiano e strumenti di comunicazione Logo, sito internet, dominio, piano di lancio, pubblicità su radio, TV, cartellonistica, social, banner, Google Ads, materiali pubblicitari.
€
jSpese generali, 7% forfettario Calcolate da sole sul totale delle voci da a a i, a costi semplificati. Non servono fatture.
€ 0,00

Al massimo 10. Acconti e saldi contano ciascuno come una fattura.

Le fatture sotto la soglia non sono ammesse: se contengono altre spese ammissibili, queste devono raggiungere comunque 250 €.

Porta via il riepilogo

Passo 3 di 3

Un PDF con i requisiti verificati, le spese voce per voce, il contributo stimato e i punti da sistemare prima di inviare la domanda su Restart.

Come funziona

Si spende prima, si chiede dopo

È l’aspetto che sorprende di più: il contributo non finanzia un progetto da fare, rimborsa metà di quello che hai già pagato per avviare l’attività.

Una misura a rendicontazione

La domanda si presenta con fatture già emesse e pagate e con i beni già consegnati in sede: non si agevolano spese future. Il codice CUP si assegna alla concessione, per questo serve la dichiarazione dell’Allegato E sulle fatture.

Due scadenze diverse

Le spese vanno sostenute e pagate entro il 31 dicembre 2026. La domanda, con tutta la rendicontazione, si invia entro le 12:00 del 29 gennaio 2027, salvo chiusura anticipata dello sportello per esaurimento dei fondi.

Ordine cronologico, non graduatoria

Si accede in ordine di invio, fino a esaurimento di 8 milioni, più un 20% di overbooking che passa solo se la Giunta stanzia nuove risorse. La valutazione tecnica da 0 a 100 serve solo a superare i 40 punti: non dà alcuna preferenza.

Un esempio. Un’impresa nata a settembre 2025 ha pagato 9.200 € in conto capitale (attrezzature 4.000, montaggio 600, software 2.500, hardware 1.800, marchio 300) e 5.500 € di parte corrente (notaio 1.000, consulenze 1.500, affitto 1.800, comunicazione 1.200). Con 1.029 € di spese generali al 7%, le spese ammissibili sono 15.729 € e il contributo, al 50%, è di 7.864,50 €. Dopo la ritenuta del 4% incassa 7.549,92 €.

Soggetti

Chi può accedere e chi resta fuori

Possono accedere

Tre tipi di soggetto, tutti nuovi

Restano fuori

Cause di esclusione

Spese ammissibili

Dieci voci in due famiglie, più il 7% forfettario

Tutte al netto di IVA, salvo l’IVA che non puoi recuperare davvero (per esempio in regime forfettario). Il contributo copre il 50% del totale, ma almeno metà del budget deve essere in conto capitale.

Conto capitale

Beni, software, hardware, marchi

Parte corrente

Costituzione, consulenze, affitto, comunicazione

Il 50 e 50

Le spese correnti contano fino al 50% dell’investimento: la parte oltre non si finanzia. Il contributo non può superare le spese in conto capitale, che da sole bastano per fare domanda.

Software al 60%

Software, SaaS e licenze valgono al massimo il 60% della spesa totale: con 10.000 € di software e 5.000 € di altro, il rapporto è 67% e il progetto va rimodulato.

Montaggio al 25%

Montaggio, trasporto e manodopera valgono fino al 25% del bene a cui si riferiscono, e la fattura deve indicare il bene e il numero della sua fattura.

Dieci fatture, 250 € l’una

Al massimo 10 fatture in domanda, acconti e saldi compresi, ciascuna da almeno 250 € più IVA. Se sono di più si stralciano le minori, prima quelle correnti.

Che cosa non si agevola. Beni usati o a noleggio, veicoli, impianti (condizionamento, fotovoltaico, elettrico), ristrutturazioni, piastrellatura, tinteggiatura, lavori in economia, gazebi e strutture esterne, serramenti, vetrine, pavimenti, sanitari, complementi d’arredo, minuterie, merci che si rivendono o noleggiano, acquisti da soci, amministratori o società collegate, pagamenti in contanti o con compensazioni.

Date e procedura

Dal 1° giugno 2025 al 29 gennaio 2027

Domanda solo online su Restart di Infocamere, con SPID, CNS o CIE e firma digitale del titolare. Nessuna marca da bollo.

01

Dal 1° giugno 2025

Da questa data possono nascere i soggetti ammessi. Per ogni soggetto le spese valgono dall’apertura della partita IVA, e per i professionisti ordinistici solo se funzionali all’avvio dopo abilitazione ed esame di Stato.

02

30 aprile 2026, ore 10:00

Apre lo sportello sulla piattaforma Restart di Infocamere. Sono già state pubblicate tre graduatorie di ammessi, la più recente il 24 settembre 2026.

03

31 dicembre 2026

Ultimo giorno per sostenere e pagare le spese, con fatture emesse e pagamenti tracciabili. Dopo questa data non conta più nulla.

04

29 gennaio 2027, ore 12:00

Chiude lo sportello, con la domanda completa della rendicontazione. Può chiudere prima, quando le richieste raggiungono la dotazione più il 20%.

05

Entro 90 giorni dall’invio

Istruttoria formale e tecnica, concessione ed erogazione in un’unica rata dalla Camera di Commercio, con ritenuta del 4% e verifica del DURC. Le integrazioni si danno entro 10 giorni, pena la decadenza.

06

Per tre anni dopo l’erogazione

I beni non si cedono né si distraggono, i documenti si conservano, e la sede (o il domicilio fiscale per autonomi e professionisti) resta in Lombardia. Il beneficiario cita il sostegno di Regione Lombardia sul sito e sui social.

Documenti

Che cosa serve per presentare la domanda

Gli allegati sono firmati digitalmente dal legale rappresentante, in formato .p7m. Senza l’Allegato A la domanda è irricevibile.

Allegati al bando

Moduli e dichiarazioni

Prove di spesa

Fatture e pagamenti

Le trappole

Gli errori che non si recuperano dopo l’invio

Su una misura a rendicontazione non c’è soccorso: la domanda si valuta com’è, e le fatture non si cambiano.

Pagare dopo il 31 dicembre

Una fattura pagata il 2 gennaio non conta: le spese devono essere sostenute e quietanzate entro il 31 dicembre 2026, anche se la domanda parte più tardi.

Pagamenti non tracciabili

Contanti, compensazioni, carte non riconducibili al conto dell’attività o contabili senza CRO o TRN fanno cadere la spesa, anche se la fattura è perfetta.

Fornitori vicini

Sono escluse le prestazioni di soci, amministratori, loro congiunti fino al secondo grado e società collegate o che hanno gli stessi soci.

Troppo software o troppa parte corrente

Il software non supera il 60% del progetto e le spese correnti il 50%: oltre, la parte in eccesso non si finanzia e il contributo scende.

Fatture sotto soglia o troppe

Ogni fattura vale almeno 250 € più IVA e se ne presentano al massimo 10: acconti e saldi contano ognuno, e le fatture solo di acconto o solo di saldo non sono ammesse.

Polizza catastrofale mancante

Le imprese devono avere la polizza contro i rischi catastrofali (L. 213/2023): senza certificato allegato la domanda non sta in piedi.

Domande frequenti

Le risposte prima di pagare

No. La domanda si presenta con fatture già emesse e interamente pagate, e con i beni già consegnati presso la sede dell’intervento. Tutto deve essere sostenuto e pagato entro il 31 dicembre 2026, e comunque prima di inviare la domanda.

A sportello, in ordine cronologico di invio, fino a esaurimento delle risorse. Le domande ricevono una valutazione tecnica da 0 a 100 e passano da 40 punti in su, ma il punteggio verifica solo l’ammissibilità e non dà preferenza. Chi invia prima è più al sicuro.

No, salvo che tu non possa recuperarla (per esempio in regime forfettario). In quel caso le spese si inseriscono nel prospetto al lordo di IVA, compilando l’apposito campo dell’Allegato A.

Il 50% delle spese ammissibili fino a 10.000 €, con un investimento minimo di 3.000 €. Si arriva al massimo con 20.000 € di spese ammissibili. Il contributo è soggetto alla ritenuta d’acconto del 4%.

No. Le spese in conto capitale devono essere almeno la metà del totale, e il contributo copre proprio quelle e non può superarle. Una domanda con sole spese in conto capitale invece va bene.

Software, cloud, SaaS e licenze possono valere al massimo il 60% della spesa totale di progetto. Con 10.000 € di software su 15.000 € di spese il rapporto è del 67% e non è ammissibile: la FAQ ufficiale chiede di rimodulare le spese. Il nostro calcolatore, per prudenza, riporta il software al limite.

Con bonifico o carta di debito, credito o prepagata riconducibile al conto dell’attività, allegando la lista movimenti timbrata e firmata dalla banca. Le ditte individuali e i professionisti possono usare il conto personale. Per le spese notarili può pagare anche un socio.

Ogni soggetto può presentare una sola domanda su tutti gli sportelli di Nuova Impresa, anche delle annualità passate, salvo rinuncia formale o mancata ammissione. Se invii più domande conta solo l’ultima, a meno che la prima non sia già in istruttoria o ammessa.

Il bando prevede di evidenziare sul sito e sui social che l’attività è stata avviata con il sostegno di Regione Lombardia, con la formula «Attività avviata con il contributo di Regione Lombardia – Bando Nuova Impresa». Il testo ufficiale riporta ancora l’anno 2025: conviene confermare la dicitura con l’ente al momento dell’erogazione.

Primo passo

Mandaci le tue fatture: ti diciamo quanto vale il contributo e cosa togliere prima di inviare

Bastano l’elenco delle fatture con le date di pagamento, la data di apertura della partita IVA e il codice Ateco. Controlliamo che le spese rientrino nelle voci, che i pagamenti siano tracciabili e che i limiti non taglino l’importo. Con lo sportello a ordine cronologico, il tempo conta: la verifica iniziale è gratuita e senza impegno.

I contenuti di questa pagina hanno finalità informativa e non sostituiscono il testo ufficiale del bando. Fonti: Bando Nuova Impresa 2026 di Unioncamere Lombardia (Determinazione D.O. n. 42/2026, in attuazione della DGR XII/5433 del 1° dicembre 2025) e FAQ aggiornate al 18 marzo 2026. Ultimo aggiornamento: 12 ottobre 2026.

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