Certificazioni e consulenze SIMEST finanziamento agevolato per consulenze, formazione e certificazioni che aprono i mercati esteri
Consulenze per l’internazionalizzazione e studi di fattibilità, formazione, certificazioni di prodotto, digitali e ambientali, licenze e marchi: il finanziamento copre fino al 20% dei ricavi medi, entro 500.000 €, con quattro anni di durata e tasso fisso. Con un progetto focalizzato su Africa, America centrale o meridionale o India il fondo perduto arriva al 20%.
Quanto puoi ottenere: requisiti, spese e conteggi
Rispondi alle domande sull’impresa, inserisci le spese del progetto e il calcolatore applica i limiti della circolare: importo massimo, fondo perduto, rata, garanzia e piano di rimborso.
Certificazioni e consulenze SIMEST in tre punti
Consulenze e certificazioni
Studi di fattibilità e consulenze per l’internazionalizzazione, innovazione tecnologica e di prodotto, certificazioni di prodotto, digitali e ambientali, licenze e registrazione di marchi. Il progetto può rendere più competitiva l’impresa anche in Italia, se serve all’export.
Formazione legata all’export
Formazione tecnica, commerciale e linguistica, erogata da enti o professionisti indipendenti. È ammessa se si assume almeno il 30% del personale formato per almeno un anno. Non si finanzia la formazione di chi svolge mansioni di vendita.
Fondo perduto
Fino al 10% dell’intervento (massimo 100.000 €) con i requisiti premiali. Con un progetto su Africa, America centrale o meridionale o India sale al 20% (massimo 200.000 €) per chi ha sede al Sud da 6 mesi o è start-up o PMI innovativa.
Chi può accedere e chi resta fuori
Tutte le imprese, in particolare le MPMI
- Imprese italiane che internazionalizzano, anche per essere più competitive in Italia
- Imprese di filiera a vocazione esportatrice: almeno il 10% del fatturato verso clienti con export di almeno il 3%
- Imprese con interessi in Africa, America centrale o meridionale, India o Stati Uniti, con condizioni dedicate
- In domanda serve una relazione sull’attività all’estero, con almeno un Paese di interesse e il ruolo del progetto
Cause di esclusione
- Banche, finanza e assicurazioni; pesca, acquacoltura e produzione agricola primaria in via prevalente
- Imprese con procedure concorsuali, in liquidazione o in difficoltà ai sensi del Reg. UE 651/2014
- Chi non ha depositato due bilanci relativi a due esercizi completi
- Chi non è in regola con DURC e normativa ambientale, o non ha stipulato la polizza catastrofale
- Per le domande oltre 150.000 €, le imprese con scoring SIMEST 10, 11 o 12
Che cosa si finanzia e con quali limiti
Le spese devono essere sostenute, fatturate e pagate dal conto dedicato dopo il CUP ed entro il periodo di realizzazione, e riguardare beni o servizi prodotti in Italia o con marchio italiano, dove la misura lo richiede.
Internazionalizzazione e innovazione
- Consulenze e studi di fattibilità per individuare, sviluppare e rafforzare la presenza sui mercati esteri
- Consulenze per la promozione internazionale e la visibilità del marchio italiano
- Consulenze per innovazione tecnologica e di prodotto, processi produttivi e sostenibilità ambientale
Competenze e standard
- Formazione tecnica, commerciale e linguistica con assunzione di almeno il 30% del personale formato
- Certificazioni di prodotto, digitali e ambientali, internazionali e di sostenibilità
- Licenze di prodotto e servizio, registrazione di marchi e tutela del made in Italy
- Consulenze propedeutiche all’ottenimento delle certificazioni
Fino al 20% e fino al 5%
- Spese di supporto al progetto: massimo il 20% dell’intervento
- Consulenza per la domanda e le asseverazioni: fino al 5% dell’importo deliberato
- Verifica di conformità alla normativa ambientale nazionale
Cinque passaggi dalla domanda al saldo
La domanda si presenta solo sul Portale SIMEST. L’ordine dei passaggi conta quanto le spese: il conto dedicato e il CUP vengono prima di qualsiasi pagamento, e le spese sostenute prima non sono ammissibili. Le fasi sono quelle delle circolari operative aggiornate a settembre 2026.
Domanda sul Portale SIMEST
Ci si registra al Portale, si compila la domanda e la si firma digitalmente con il legale rappresentante, allegando i documenti previsti, lo statuto e indicando il titolare effettivo. Una domanda non firmata digitalmente è inammissibile. Se è incompleta, SIMEST concede 15 giorni per integrare e poi un preavviso di archiviazione di altri 10 giorni.
Istruttoria e delibera
SIMEST esamina le domande in ordine cronologico di completamento dell’istruttoria, nei limiti delle risorse del Fondo: valutazione amministrativa, patrimoniale ed economico-finanziaria, legale e di compliance. La delibera spetta al Comitato Agevolazioni. Presentare la domanda non garantisce il finanziamento.
Proposta di contratto e condizioni di stipula
Dopo la delibera positiva SIMEST invia la proposta di contratto, che si accetta solo tramite il Portale. Si apre il conto corrente dedicato, prima di qualsiasi spesa, si presentano le eventuali garanzie e si riceve il CUP, che dovrà comparire su tutte le fatture e su tutti i bonifici.
Realizzazione e prima erogazione
Le spese si sostengono, si fatturano e si pagano dal conto dedicato entro 24 mesi dalla stipula, prorogabili di 6 mesi. La prima tranche, pari al 25% dell’intervento (50% per le imprese con interessi negli Stati Uniti), è erogata a titolo di anticipo. Non sono ammessi pagamenti in compensazione.
Rendicontazione e consolidamento
Entro 30 giorni dalla fine del periodo di realizzazione si trasmettono fatture, pagamenti, estratti del conto dedicato e dichiarazioni dei fornitori. Se le spese ammissibili sono inferiori all’anticipo, la parte non consolidata si rimborsa a tasso di riferimento; se sono pari o superiori, tutto resta a tasso agevolato.
Cosa fa perdere il finanziamento o il fondo perduto
Sono i punti in cui, in rendicontazione e nei controlli, le spese vengono escluse o l’intervento revocato. Quasi tutti si evitano decidendoli prima di firmare.
Formazione senza assunzione
Senza l’assunzione di almeno il 30% del personale formato, per almeno un anno entro il periodo di realizzazione, le spese di formazione non sono ammissibili.
Consulenze continuative
Sono escluse le consulenze continuative o periodiche e i costi ordinari come consulenza fiscale, legale e pubblicità. Il consulente deve essere esterno, indipendente e a condizioni di mercato.
Supporto oltre il 20%
Le spese di supporto al progetto non possono superare il 20% dell’intervento: l’eccedenza non viene riconosciuta in rendicontazione.
Spese fuori dal conto dedicato
Contano solo le spese pagate dal conto corrente dedicato dopo l’assegnazione del CUP, con il CUP e i riferimenti della fattura nella causale. Compensazioni, bonifici senza CUP o pagamenti da altri conti rendono la spesa inammissibile, salvo le deroghe dell’Allegato 1 alla circolare.
Requisiti persi prima dell’erogazione
Il fondo perduto richiede un requisito premiale alla domanda e fino alla prima erogazione. Se viene meno, il cofinanziamento è revocato per intero e resta il solo finanziamento. Alcuni requisiti vanno mantenuti fino alla rendicontazione finale.
Estinzione anticipata
Chiudere il finanziamento prima del consolidamento significa rinunciare all’intero intervento: si restituiscono finanziamento e cofinanziamento erogati, con gli interessi.
Le risposte prima di presentare la domanda
La consulenza fiscale o legale ordinaria rientra?
No. Sono ammesse consulenze specialistiche legate al progetto di internazionalizzazione, prestate da consulenti esterni e indipendenti. Le consulenze continuative o periodiche e i costi di esercizio ordinari, come fisco, diritto societario e pubblicità, sono esclusi.
Posso finanziare un progetto che riguarda anche il mercato italiano?
Sì, se resta strumentale all’internazionalizzazione. In domanda serve una relazione che descriva l’attività all’estero, almeno un Paese di maggior interesse e come il progetto sostiene l’export dell’impresa o della filiera.
Quanto posso chiedere?
Il minore tra 500.000 € e il 20% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci (voce A1). Il minimo è 10.000 €. L’esposizione complessiva verso il Fondo 394/81 non può superare il 35% dei ricavi medi.
Quanto costa il finanziamento?
Il tasso è fisso per tutta la durata ed è una percentuale del tasso di riferimento UE, che in domanda si sceglie fra 10%, 50% e 80%. Oggi SIMEST indica 0,371% per l’opzione del 10% (tasso di riferimento 3,71%). Gli interessi decorrono dall’erogazione e il tasso non può scendere sotto zero.
Il fondo perduto è automatico?
No. Va richiesto in domanda e spetta solo con i requisiti previsti dalla circolare, entro il plafond de minimis disponibile per l’impresa unica: 300.000 € in tre anni. Se il plafond non basta, SIMEST riduce il fondo perduto e aumenta il finanziamento, in misura da massimizzare l’intervento.
Servono garanzie?
Dipende dalla domanda. Fino a 150.000 € si garantisce la parte di finanziamento che eccede il MOL dell’ultimo bilancio. Oltre, la garanzia cresce con la classe di scoring: 0% per le classi 1 e 2, 10% per le classi 3-5, 20% per le classi 6 e 7, 30% per l’8, 40% per la 9. Sono esenti le PMI innovative e le start-up innovative. In alcuni casi l’esenzione si chiede in domanda.
Mandaci consulenze e certificazioni che hai in mente: ti diciamo cosa rientra
Bastano gli ultimi due bilanci, i preventivi e il Paese di interesse. Verifichiamo le voci ammissibili, i limiti di quota, il fondo perduto e le garanzie. La verifica iniziale è gratuita e senza impegno.
I contenuti di questa pagina hanno finalità informativa e non sostituiscono la normativa di riferimento: Circolare SIMEST 7/394/2023, aggiornamento del 15 settembre 2026. Ultimo aggiornamento: 8 ottobre 2026.