Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026
È la misura più generosa in circolazione per intensità di aiuto, ma vale solo su un perimetro preciso: i comuni dei consorzi industriali del Lazio e del Piceno Consind nelle Marche. 120 milioni per imprese manifatturiere che potenziano o riqualificano un insediamento esistente, o che ne aprono uno nuovo.
Sportello dalle 12:00 del 28 settembre 2026 alle 12:00 del 28 novembre 2026 · a sportello fino a esaurimento · una sola domanda per impresa
La misura in quattro cifre
100 milioni sui consorzi del Lazio, 20 milioni sul Piceno Consind nelle Marche.
Contributo in conto capitale, nei limiti del Regolamento de minimis.
Il contributo può arrivare a coprire l’intera spesa ammessa. Non capita quasi mai altrove.
Richiedibile entro 60 giorni dalla concessione, il resto a stato avanzamento o a saldo.
I sei consorzi ammessi
Questa è la prima verifica da fare, prima di qualsiasi altra: l’unità produttiva deve ricadere in un comune compreso negli ambiti di competenza di uno di questi consorzi. Se il comune non c’è, la misura non si applica, qualunque sia il progetto.
Ex Consorzio per lo sviluppo industriale del Lazio Meridionale
Lazio
20 milioni di euro
Ex Consorzio per lo sviluppo industriale del Sud Pontino
Lazio
20 milioni di euro
Ex Consorzio per lo sviluppo industriale Roma-Latina
Lazio
20 milioni di euro
Ex Consorzio per lo sviluppo industriale di Frosinone
Lazio
20 milioni di euro
Ex Consorzio per lo sviluppo industriale della provincia di Rieti
Lazio
20 milioni di euro
Consorzio per lo sviluppo industriale del Piceno – Consind
Marche
20 milioni di euro
I primi cinque consorzi sono oggi riuniti nel Consorzio industriale del Lazio, ma la ripartizione delle risorse resta distinta: 20 milioni per ciascun ambito storico. Significa che la capienza si esaurisce separatamente, territorio per territorio.
I requisiti dell’impresa
Il fondo è riservato al manifatturiero. Non ci sono limiti dimensionali espliciti: conta il settore, il territorio e lo stato di salute dell’impresa.
Impresa manifatturiera
Codice ATECO della sezione C. Vale sia per chi è già presente nei territori dei consorzi, sia per chi intende insediarsi lì con una nuova unità produttiva.
Regolarmente costituita e iscritta
Al registro delle imprese, alla data di presentazione della domanda.
Non in liquidazione né in fallimento
La condizione va verificata alla data della domanda.
Spazio nel plafond de minimis
Il contributo è concesso in de minimis: si somma agli altri aiuti della stessa natura ricevuti dall’Impresa Unica nel triennio. Con 300.000 euro di contributo il plafond si impegna tutto.
Gli investimenti ammessi
Potenziamento e riqualificazione di unità produttive esistenti, oppure avvio di nuove unità. Dentro ci sta anche la conversione verso modelli di sostenibilità ambientale e la digitalizzazione.
Opere murarie e impiantistiche
Ristrutturazione o realizzazione di immobili destinati all’attività manifatturiera, comprese le opere impiantistiche e strumentali.
Macchinari, impianti, attrezzature e arredi
Nuovi di fabbrica. È la voce che tiene insieme ammodernamento, ampliamento e innovazione di prodotto e di processo.
Immobilizzazioni immateriali
Investimenti immateriali e digitalizzazione dei processi produttivi.
La finestra temporale delle spese
Sono ammissibili le spese sostenute fra l’8 maggio 2024 e il 31 dicembre 2028. È una finestra larga e aperta anche a ritroso: investimenti già avviati possono rientrare, cosa che non capita in quasi nessun’altra misura. Vale la pena ricontrollare le fatture degli ultimi due anni prima di decidere il perimetro del progetto.
Procedura a sportello, ordine cronologico
Non c’è graduatoria e non c’è punteggio: le agevolazioni si concedono a sportello fino a esaurimento della dotazione. Qui conta arrivare presto e arrivare completi.
Registri l’anagrafica
Nell’area riservata di Invitalia, sezione «Anagrafica e deleghe». Si può fare dal 31 luglio 2026: è il passaggio che fa perdere giorni se lo si lascia all’ultimo.
Compili e alleghi
Accesso con SPID, CNS o CIE. Modulo di domanda, dichiarazioni sostitutive e Questionario ESG. Serve un indirizzo PEC.
Firmi e invii
Sottoscrizione con firma digitale e invio. La piattaforma restituisce un protocollo elettronico con data e ora: quello fissa la tua posizione nell’ordine.
Le dichiarazioni da preparare
Il pacchetto comprende le dichiarazioni sostitutive su possesso dei requisiti, antiriciclaggio, casellario giudiziale, impresa unica, DURC, polizza catastrofale, pantouflage e antimafia, più il Questionario ESG. Sono tante, e vanno raccolte con calma: è il punto in cui le domande si fermano a metà.
Dove si perde questo fondo
Quattro punti, in ordine di frequenza.
Il comune fuori perimetro
È la verifica numero uno e si fa in due minuti. Un progetto perfetto in un comune non compreso negli ambiti dei consorzi non è finanziabile.
Anagrafica non pronta
La registrazione in anagrafica è aperta da luglio: chi la fa il giorno dell’invio rischia di perdere la finestra per un problema di deleghe o di firma.
Plafond de minimis già impegnato
Con un contributo che può arrivare a 300.000 euro, il plafond triennale si esaurisce in un colpo. Va contata tutta l’Impresa Unica, collegate comprese.
Polizza catastrofale e DURC
Fanno parte del pacchetto di dichiarazioni. Non sono formalità: una posizione contributiva non regolare blocca tutto.
Quello che ci chiedono più spesso
Davvero il contributo può coprire il 100% della spesa?
Sì: il contributo in conto capitale è riconosciuto in misura non superiore al 100% delle spese ammesse, con il tetto di 300.000 euro per impresa e nei limiti del de minimis. È un’intensità che in finanza agevolata si vede rarissimamente, e il motivo è la natura della misura: contrastare la deindustrializzazione di territori specifici.
Posso far rientrare un investimento che ho già fatto?
Le spese sono ammissibili se sostenute fra l’8 maggio 2024 e il 31 dicembre 2028. Quindi sì, un investimento già avviato può rientrare, a differenza di quasi tutte le altre misure dove la domanda deve precedere l’ordine. Vale la pena ricontrollare le fatture prima di definire il progetto.
Il mio comune è nel perimetro?
Rientrano i comuni compresi negli ambiti di competenza dei sei consorzi industriali indicati sopra. L’elenco puntuale dei comuni è quello degli ambiti consortili: lo verifichiamo insieme sul caso concreto, perché è la condizione che decide tutto il resto.
Posso presentare più di una domanda?
No, ogni impresa può presentare una sola domanda.
Quanto ci vuole per avere i soldi?
Dopo la concessione si può chiedere un anticipo del 50% del contributo, entro 60 giorni. Il resto si eroga a stato avanzamento lavori o a saldo. L’anticipo è la leva che rende il progetto sostenibile anche per chi non vuole anticipare tutto di tasca propria.
Chi gestisce la misura?
Il fondo è promosso dal Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è gestito da Invitalia, che riceve le domande e istruisce le pratiche.
Partiamo dalla verifica del territorio
Lo sportello chiude il 28 novembre 2026 alle 12:00, ma la dotazione si esaurisce per ambito consortile: più si aspetta, meno capienza resta. Nel check-up controlliamo il comune, il codice ATECO, le spese che puoi recuperare dal 2024 e lo spazio nel de minimis.